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Nell’ultimo anno sono state ampiamente analizzate le conseguenze della crisi del Covid-19 sulle abitudini di acquisto dei consumatori. E questo ha comportato anche un’analisi delle scelte prese dalle aziende e dai professionisti per far fronte alle chiusure e alla diminuzione delle vendite in loco.

Abbiamo visto come l’economia locale, in tutto il mondo, abbia subito e stia subendo ancora pesanti danni, con perdite soprattutto per settori come quello del turismo, dei trasporti, della ristorazione e dell’intrattenimento. Inoltre, le ricerche hanno dimostrato come l’attenzione dei consumatori si sia focalizzata anche sul cambiamento di abitudini in fatto di acquisti e contenuti pubblicitari. È emerso infatti un incremento esponenziale dell’utilizzo delle piattaforme digital, soprattutto per quanto riguarda Millennial e Generazione Z.

La pandemia come acceleratore di cambiamento.

Nella fattispecie, le ricerche effettuate da AGCOM hanno individuato che l’accesso alla rete si è rivelato uno strumento di fondamentale importanza da quando il contagio ha iniziato a diffondersi nel nostro Paese. I periodi di chiusura e di restrizioni e quindi in un periodo di isolamento fisico obbligato, hanno fornito ai singoli cittadini un legame con il resto della società.

Se il numero di utenti unici nelle piattaforme di e-commerce fornisce una chiara indicazione del numero di cittadini (anche solo potenzialmente) interessati all’acquisto, l’Istat ha registrato una concreta accelerazione delle vendite online nel periodo del lock-down. Si stima un aumento del valore delle vendite realizzate online del 19% a marzo e del 27% ad aprile, se paragonato a marzo e aprile 2019.

La pubblicità online guida la ripresa. La crisi economica ha colpito tutti i mezzi tradizionali, ad eccezione del web che ha registrato un aumento importante e che ha visto l’accesso per la prima volta anche delle piccole realtà locali, le quali hanno iniziato a valutare la loro presenza online in maniera più strategica e mirata.

La pandemia si è presentata quindi come un acceleratore di un processo di digitalizzazione e accesso al web che WHY Company sponsorizza e rende reale sin dalla sua fondazione.

Durante la pandemia internet ha fornito ai cittadini un mezzo necessario per l’accesso a numerosi ambiti del vivere quotidiano, dal reperire informazioni utili, lavorare da casa, studiare, fino al divertirsi e restare in contatto con il resto della società. Questo cambiamento così improvviso ha colto di sorpresa molte attività, soprattutto le più piccole e legate al territorio, le quali non avendo una adeguata conoscenza del digital sono rimaste indietro nella corsa agli investimenti pubblicitari.

Lo spazio fisico nell’era digitale.

Coloro che hanno scelto di affidarsi alla tecnologia per il proprio rilancio, hanno potuto comprendere come iniziare a implementare il digitale nei processi aziendali, soprattutto per snellire molte procedure e lavori ripetitivi e macchinosi, rappresenti un’ottimizzazione della gestione dei dati e dell’organizzazione in generale. Se il consumatore dell’era digitale si aspetta di poter interagire con le aziende su tutti i canali – fisici e digitali – disponibili, è evidente che l’implementazione di tecnologie digitali all’interno di luoghi fisici sia una nuova sfida che gli imprenditori devono cogliere.

Riuscire a realizzare una integrazione naturale tra online e offline in un ecosistema personalizzato, significa prima di tutto soddisfare le esigenze emergenti dei clienti soprattutto perché questi concedono la loro fedeltà ai brand quando vivono un’esperienza di ricerca, acquisto e post-vendita mai provate prima.

Le aziende che hanno deciso che pensare a breve termine fosse un fattore indispensabile in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo, e hanno sacrificato così la propria presenza online e il contatto con i pubblico, non hanno agito in prospettiva e hanno sacrificato la loro comunicazione a lungo termine. Se è vero che bisogna arginare le perdite e focalizzarsi su un problema alla volta, è comunque indispensabile pianificare le proprie strategie di marketing per il breve periodo ed importante pensare anche a quello che sarà il post Covid-19. Perché se ora la maggior parte degli acquisti da parte degli utenti è soprattutto digitale e sono stati i grandi player a beneficiarne, arriverà il momento in cui l’economia riprenderà a girare e i brand dovranno essere pronti a rispondere alle richieste dei clienti ripensando in modo sostanziale il loro ruolo sul mercato e l’approccio ai nuovi canali.

Una nuova mentalità per guardare al futuro.

La crescita e la competitività sia sul mercato locale che a livello globale e un accesso al digital che offra un approccio al mercato più smart e accattivante agevoleranno le aziende che hanno scelto di investire per creare importanti vantaggi per i consumatorie per l’innovazione. Le campagne di marketing più efficaci e in grado di ottimizzare l’investimento di tempo hanno infatti portato le aziende letteralmente “a casa” dei clienti. È importante che i marchi compiano un passo che vada oltre il semplice engagement, ciò che i consumatori cercano è una vera e propria connessione con la marca.

Il periodo di difficoltà non è ancora terminato e non sono certe le tempistiche di ritorno alla vita come la conoscevamo, ma siamo certi che un approccio tanto strategico quanto creativo delle nuove abitudini dei consumatori possa avere effetti positivi sulle scelte aziendali e sul posizionamento del brand. Sicuramente ne usciranno vincitori coloro che sapranno rimanere al passo con le continue evoluzioni dei trend di mercato, riuscendo ad adattare tempestivamente la propria strategia di comunicazione secondo i cambi che avverranno nei prossimi mesi.

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