Chi può gestire i canali social della mia azienda?

Pubblicare in continuazione sui canali social aziendali non ti dà più i risultati che speri?

Proviamo a capire assieme quali sono le ragioni di una performance non soddisfacente dei tuoi contenuti e, senza troppi tecnicismi, partiamo da un esempio pratico.

Supponiamo che la tua pagina Facebook (ma potremmo fare lo stesso esempio sul tuo profilo Instagram) sia seguita da mille utenti. Non è un segreto che quando pubblichi un contenuto, come un post o una storia, questo non venga mostrato a tutti i tuoi follower.

Ecco le ragioni.

Primo motivo ovvio: non tutti i tuoi follower sono attivi. È verosimile che cento follower che hanno iniziato a seguirti negli anni hanno smesso di utilizzare il loro profilo. A questo punto rimangono 900 follower, ebbene, sappi che il tuo contenuto verrà mostrato solo a una piccola parte di questi.

Infatti, questi 900 follower, fattene una ragione, non seguono solo la tua pagina ma oltre a te, seguono chi 10, chi 200, chi 1000 altre pagine che, come la tua, pubblicano contenuti.

Oltre a seguire queste pagine, seguono anche profili personali.

Ebbene, per farla semplice e non annoiarti, esiste un algoritmo di Meta (l’impresa di Mark Zuckerberg proprietaria di Facebook, Instagram, WhatsApp e Messenger) che “decide” quali contenuti mostrare agli utenti e quali no.

Quindi, se ti senti dire da un follower: “Non vedo più i tuoi post!” probabilmente non ti sta affatto mentendo. La realtà è che l’algoritmo ritiene che i tuoi contenuti non siano interessanti per i tuoi follower.

Non saranno quindi 900, gli utenti a cui Meta mostrerà il tuo post ma molti di meno.

1 o 899 dipende da numerose variabili: dalla capacità di generare interazioni dei tuoi contenuti pubblicati in precedenza all’andamento della community; dalla caption al layout grafico e così via.

Da qui l’importanza della figura che segue la tua comunicazione, oggi più di ieri, sempre meno “cugino” e sempre più “professionista” capace di masticare questa materia, di vivere e comprendere le logiche che stanno alla base dell’algoritmo e di saper realizzare dei contenuti che, oltre ad assicurare una presenza, siano capaci di generare interazione tra i tuoi follower e la tua azienda.

Solo così i tuoi canali potranno avere quella maggiore visibilità desiderata.

Cerchiamo di chiarire alcuni punti che, per noi, potrebbero sembrare ovvi, ma riteniamo importante ribadire per garantire la massima chiarezza e assicurarci che tu ne sia pienamente consapevole.

I tuoi follower non si svegliano la mattina pensando al tuo prossimo post promozionale, non hanno voglia di leggere un’offerta vantaggiosa.

I tuoi follower utilizzano i loro canali social per scaricare la tensione, per distrarsi, per noia e quello che segretamente vogliono, più o meno consapevolmente, è interagire. Ecco una prima chiave di lettura che ti offriamo. I tuoi contenuti devono essere capaci di creare interazione e tu per primo devi avere gli strumenti per interagire con loro.

Se da una parte un like di un follower non significa “voglio quello che hai postato”, dall’altra l’algoritmo macina quel like in più e verosimilmente è portato a classificare il tuo post come “interessante”, mostrandolo così ad altri utenti simili.

Per raggiungere più utenti devi quindi prima creare contenuti interessanti e poi essere consapevole che per raggiungerne altri devi essere disposto ad investire in campagne sponsorizzate.

Non c’è quindi un’unica verità sul numero di post da pubblicare mensilmente, né sul budget da investire in campagne sponsorizzate su Facebook e Instagram.

Su queste convinzioni si basa la nostra gestione dei canali social aziendali. Proprio come quando si va dal medico, la diagnosi seria è quella che segue una visita, così per i social: solo dopo un’attenta analisi della tua azienda, dei tuoi obiettivi e delle tue potenzialità, potrai capire quanti e quali contenuti pubblicare e qual è il budget da investire.

Eh già!

I social sono un potente strumento di lavoro e come tale richiedono un investimento. Anche qui, il quantum non è determinabile a priori e non sarebbe corretto affermare o ipotizzare genericamente una cifra. L’investimento deve essere sicuramente proporzionato alla propria realtà e sostenibile in ottica di economia generale.

Di sicuro, oggi è diventato assolutamente inutile e controproducente, postare contenuti in continuazione e “investire” – o meglio – “sprecare” budget in sponsorizzate lanciate a casaccio e senza criterio.

Alcuni (big) player del settore propongono ai propri clienti un pacchetto standard. Non ci sentiamo in questa sede di scrivere a priori che questo è sbagliato o inutile, né di criticare chi pratica questa scelta commerciale. Piuttosto possiamo nutrire qualche riserva sull’interazione generata da queste gestioni standard: come una ciabatta universale che calza dal 39 al 42 non sarà esattamente della tua misura. Potrà quindi assicurarti una presenza, che è già qualcosa, ma la conversione dei follower in clienti, quella è tutta un’altra musica.

Per far suonare bene questo strumento di comunicazione noi di Why Company siamo convinti che un’azienda che desidera distinguersi e che ha davvero qualcosa di importante da comunicare, debba avere la forza di padroneggiare questi concetti.

Per questo, le nostre soluzioni sono praticamente infinite: non c’è un’azienda che seguiamo allo stesso modo dell’altra, perché siamo convinti che sia il piano editoriale generale assieme al suo calendario dei contenuti a doversi adattare alla singola azienda e non il contrario. Un buon piano editoriale è come una bussola, che fissa i paletti cardine di una comunicazione efficace.

Così, due attività concorrenti possono avere necessità completamente diverse: un atelier può avere un eccesso di giacenza e il suo concorrente dirimpettaio può avere nello stesso momento scarsità di referenze. Ecco perché, nel nostro piccolo, ci sentiamo di non condividere pacchetti standard uguali per tutti.

Come imprenditore hai quindi tre possibilità.

La prima: seguire in prima persona i tuoi canali. È un’ottima strada, lo diciamo contro i nostri interessi, ma valuta attentamente di possedere quelle competenze tecniche di cui in questo articolo abbiamo solamente accennato (e bada, non abbiamo toccato tematiche basilari come quelle del Copywriting, della grafica o della strategia). In questo caso, sempre che tu abbia del tempo da investire, puoi tranquillamente gestirti in autonomia.

La seconda strada è quella dell’accontentarsi. Una gestione standard ti garantirà presenza, nulla più. Oppure puoi affidarti all’amico, quello “bravo con queste cose”. Prima di farlo, rispondi a questa semplice domanda. Affideresti al “cugino” la gestione della cassa del tuo atelier o la gestione della cucina del tuo ristorante, oppure la trattativa per l’acquisto dell’ammiraglia della tua concessionaria? Presumendo la tua risposta vorremmo passare oltre.

C’è infine una terza via. Delegare la gestione dei propri canali Social ad un professionista del settore, che, come un vetrinista, renderà le tue pagine capaci di attrarre potenziali clienti e portarli fisicamente da te. Possiamo offrirti questo servizio? Certamente. Esistiamo solo noi? Certo che no, ma Why Company cura le pagine Facebook e Instagram delle aziende che desiderano aumentare la loro visibilità, posizionarsi in maniera efficace e che pretendono un riscontro tangibile da questa gestione.

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A presto.